November 17, 2017

Intraprendere Blog Network intervista Chiara De Caro ideatrice della startup Pickwicki

 

Da dove arriva Chiara De Caro e qual’è la molla che le fa scattare l’idea di Pickwicki?

Velocemente: sono cresciuta tra l’Italia e gli USA, dove mio padre lavorava. Mi sono laureata in scienze economiche e statistiche all’università Bocconi. Ho lavorato a un progetto di innovazione tecnologica delle PMI in Vietnam, con le Nazioni Unite (UNIDO – sede di Hanoi), ho collaborato e collaboro tutt’ora a progetti internazionali di ricerca con riferimento alla comunicazione scientifica a supporto del Ministero dell’Ambiente e di istituti di ricerca italiani.
Pickwicki prende spunto da un’iniziativa amatoriale di una piccola associazione culturale maceratese, un sito statico in cui era possibile creare delle liste dei desideri su libri e musica: una semplice registrazione e un semplice elenco di informazioni. Da qui, l’idea di creare una community 2.0, basata sull’interazione degli utenti, sulla condivisione di una passione, quella per la lettura.

Descrivi in breve la tua startup Pickwicki, cosa la differenzia da Anobii o da altre realtà simili presenti in rete.

Pickwicki è un social network dedicato ai lettori, alle librerie indipendenti e agli editori. Online gli utenti hanno la possibilità di parlare dei propri libri preferiti, di lasciare commenti e recensioni, di conoscere persone con gusti simili e di confrontarsi, di reperire informazioni e scoprire le librerie del network, con cui possono interagire. Da poco, possono inserire anche dei video. Dall’altro lato librerie e editori vengono messi in contatto diretto con i lettori in una dimensione, quella della Rete, a loro non molto familiare.
L’idea era quella di riuscire a creare un forte legame tra i lettori che, come sappiamo, utilizzano Internet per reperire informazioni prima dell’acquisto e le librerie indipendenti che stanno oggi vivendo un momento di profonda crisi (vuoi le catene, la grande distribuzione, gli accordi per la distribuzione, etc).
Lo scopo di pickwicki è sempre stato avvicinare due mondi solo apparentemente lontani, quello di Internet e dei libri. E al contempo offrire alle librerie e agli editori una serie di servizi.
La principale caratteristica dunque della community è il forte legame con la dimensione reale.

Nel tuo progetto di business plan da dove Pickwicki doveva tirar fuori i ricavi. Ora , a quasi un anno dal lancio e dopo aver toccato con mano il mercato (e le sue difficoltà reali), da quale parte pensi che Pickwicki tirerà fuori il proprio business?

Il modello di business iniziale si basava sulla pubblicità, sui servizi alle librerie e agli editori e sulla prenotazione e vendita con consegna dei libri attraverso il network di librerie.
A distanza di un anno ovviamente abbiamo dovuto aggiustare il tiro!
I servizi offerti alle librerie, nonostante siano stati disegnati e costruiti con l’aiuto di alcune importanti realtà del settore, e la vendita attraverso il network sono venuti meno.
La maggior parte delle librerie indipendenti italiane è molto lontana dalla Rete: Internet viene spesso interpretata come un nemico e le potenzialità del web partecipativo non vengono comprese. Vuoi da un lato un gap generazionale sensibile vuoi dall’altro la mancanza di informazioni: a volte, noi che lavoriamo in questo mondo, non ci accorgiamo di quante poche persone in realtà conoscano veramente il Web!
Oggi volgiamo lo sguardo altrove. Sicuramente alla vendita online. E stiamo anche vagliando delle possibili affiliazioni con importanti realtà del settore.


E’ difficile in Italia creare una community?Dai dei consigli per creare una community vasta e partecipativa.

Se il prodotto offerto (la community) risponde a un desiderio, un bisogno dell’utente allora non è difficile creare una community vasta e partecipativa.
È però ridicolo sperare in un coinvolgimento à la facebook!

Quali sono i grandi problemi che affossano i libri e la lettura in Italia?
Non parlerei di affossamento in senso stretto: i dati parlano di volumi di vendita sostanzialmente stabili negli ultimi anni. Però è vero che sono cambiate (e molto) le abitudini dei lettori: ci si aspetta di trovare libri in punti vendita che fino a pochi anni fa sarebbero stati considerati insoliti: le edicole, i centri commerciali, i supermercati. È vero che in Italia si legge mediamente poco, ma ci sono nicchie che leggono sempre di più. Direi che, se di problema si può parlare, il problema è la gestione del cambiamento delle abitudini dei lettori: il mercato editoriale non sempre ha saputo adeguarsi. Ma mi sembra che ci siano anche molti segnali positivi.

Scoglio della pubblicità on line. Raccolta autonoma? Adsense di Google? Concessionaria esterna?

Adsense, da subito. Raccolta autonoma in una prima fase e concessionaria esterna immediatamente dopo.

Se ti dico venture capital e business angels cosa ti viene in mente? Raccontaci gioie e dolori dei tuoi incontri con i finanziatori.

In questo anno di attività non ho mai cercato VC e BA, nonostante abbia avuto svariati incontri sia con gli uni che con gli altri. Pickwicki non è la tipologia di attività che può destare l’attenzione di un VC. Per i BA il discorso è differente: un business angel può aiutarti a superare alcune difficoltà, non esclusivamente economiche. E nel caso di una start-up, questo aiuto è estremamente prezioso.

Partecipazioni alle fiere tradizionali o incontri nei Barcamp? In quali luoghi è possibile, secondo te, creare partnership concrete e vere occasioni di business?

Fiere, barcamp, meeting, pranzi, cene, incontri con gli amici… ogni occasione può portare a delle partnership!

La startup che avresti voluto lanciare, esempi in Italia e all’estero.

In Italia, due spaghi. Senza ombra di dubbio! E poi ho una passione smodata per flickr!

Se dovessi lanciare un’altra startup in quali settore ti piacerebbe entrare e quali insegnamenti ti ha dato Pickwicki?


Rimarrei sicuramente nel web. Pickwicki è stata e tutt’ora è una importante esperienza. La definisco spesso la mia palestra! Ho imparato tantissimo, soprattutto dai miei errori. Ho imparato che si può sbagliare, che è normale, naturale e sano. Ma che ripetere gli stessi errori è la cosa peggiore che si possa fare!

 

www.pickwicki.com