Intraprendere Blog Network intervista Chiara De Caro ideatrice della startup Pickwicki

March 26, 2009 by admin · 1 Comment
Filed under: Interviste, internet, startup 

 

Da dove arriva Chiara De Caro e qual’è la molla che le fa scattare l’idea di Pickwicki?

Velocemente: sono cresciuta tra l’Italia e gli USA, dove mio padre lavorava. Mi sono laureata in scienze economiche e statistiche all’università Bocconi. Ho lavorato a un progetto di innovazione tecnologica delle PMI in Vietnam, con le Nazioni Unite (UNIDO – sede di Hanoi), ho collaborato e collaboro tutt’ora a progetti internazionali di ricerca con riferimento alla comunicazione scientifica a supporto del Ministero dell’Ambiente e di istituti di ricerca italiani.
Pickwicki prende spunto da un’iniziativa amatoriale di una piccola associazione culturale maceratese, un sito statico in cui era possibile creare delle liste dei desideri su libri e musica: una semplice registrazione e un semplice elenco di informazioni. Da qui, l’idea di creare una community 2.0, basata sull’interazione degli utenti, sulla condivisione di una passione, quella per la lettura.

Descrivi in breve la tua startup Pickwicki, cosa la differenzia da Anobii o da altre realtà simili presenti in rete.

Pickwicki è un social network dedicato ai lettori, alle librerie indipendenti e agli editori. Online gli utenti hanno la possibilità di parlare dei propri libri preferiti, di lasciare commenti e recensioni, di conoscere persone con gusti simili e di confrontarsi, di reperire informazioni e scoprire le librerie del network, con cui possono interagire. Da poco, possono inserire anche dei video. Dall’altro lato librerie e editori vengono messi in contatto diretto con i lettori in una dimensione, quella della Rete, a loro non molto familiare.
L’idea era quella di riuscire a creare un forte legame tra i lettori che, come sappiamo, utilizzano Internet per reperire informazioni prima dell’acquisto e le librerie indipendenti che stanno oggi vivendo un momento di profonda crisi (vuoi le catene, la grande distribuzione, gli accordi per la distribuzione, etc).
Lo scopo di pickwicki è sempre stato avvicinare due mondi solo apparentemente lontani, quello di Internet e dei libri. E al contempo offrire alle librerie e agli editori una serie di servizi.
La principale caratteristica dunque della community è il forte legame con la dimensione reale.

Nel tuo progetto di business plan da dove Pickwicki doveva tirar fuori i ricavi. Ora , a quasi un anno dal lancio e dopo aver toccato con mano il mercato (e le sue difficoltà reali), da quale parte pensi che Pickwicki tirerà fuori il proprio business?

Il modello di business iniziale si basava sulla pubblicità, sui servizi alle librerie e agli editori e sulla prenotazione e vendita con consegna dei libri attraverso il network di librerie.
A distanza di un anno ovviamente abbiamo dovuto aggiustare il tiro!
I servizi offerti alle librerie, nonostante siano stati disegnati e costruiti con l’aiuto di alcune importanti realtà del settore, e la vendita attraverso il network sono venuti meno.
La maggior parte delle librerie indipendenti italiane è molto lontana dalla Rete: Internet viene spesso interpretata come un nemico e le potenzialità del web partecipativo non vengono comprese. Vuoi da un lato un gap generazionale sensibile vuoi dall’altro la mancanza di informazioni: a volte, noi che lavoriamo in questo mondo, non ci accorgiamo di quante poche persone in realtà conoscano veramente il Web!
Oggi volgiamo lo sguardo altrove. Sicuramente alla vendita online. E stiamo anche vagliando delle possibili affiliazioni con importanti realtà del settore.


E’ difficile in Italia creare una community?Dai dei consigli per creare una community vasta e partecipativa.

Se il prodotto offerto (la community) risponde a un desiderio, un bisogno dell’utente allora non è difficile creare una community vasta e partecipativa.
È però ridicolo sperare in un coinvolgimento à la facebook!

Quali sono i grandi problemi che affossano i libri e la lettura in Italia?
Non parlerei di affossamento in senso stretto: i dati parlano di volumi di vendita sostanzialmente stabili negli ultimi anni. Però è vero che sono cambiate (e molto) le abitudini dei lettori: ci si aspetta di trovare libri in punti vendita che fino a pochi anni fa sarebbero stati considerati insoliti: le edicole, i centri commerciali, i supermercati. È vero che in Italia si legge mediamente poco, ma ci sono nicchie che leggono sempre di più. Direi che, se di problema si può parlare, il problema è la gestione del cambiamento delle abitudini dei lettori: il mercato editoriale non sempre ha saputo adeguarsi. Ma mi sembra che ci siano anche molti segnali positivi.

Scoglio della pubblicità on line. Raccolta autonoma? Adsense di Google? Concessionaria esterna?

Adsense, da subito. Raccolta autonoma in una prima fase e concessionaria esterna immediatamente dopo.

Se ti dico venture capital e business angels cosa ti viene in mente? Raccontaci gioie e dolori dei tuoi incontri con i finanziatori.

In questo anno di attività non ho mai cercato VC e BA, nonostante abbia avuto svariati incontri sia con gli uni che con gli altri. Pickwicki non è la tipologia di attività che può destare l’attenzione di un VC. Per i BA il discorso è differente: un business angel può aiutarti a superare alcune difficoltà, non esclusivamente economiche. E nel caso di una start-up, questo aiuto è estremamente prezioso.

Partecipazioni alle fiere tradizionali o incontri nei Barcamp? In quali luoghi è possibile, secondo te, creare partnership concrete e vere occasioni di business?

Fiere, barcamp, meeting, pranzi, cene, incontri con gli amici… ogni occasione può portare a delle partnership!

La startup che avresti voluto lanciare, esempi in Italia e all’estero.

In Italia, due spaghi. Senza ombra di dubbio! E poi ho una passione smodata per flickr!

Se dovessi lanciare un’altra startup in quali settore ti piacerebbe entrare e quali insegnamenti ti ha dato Pickwicki?


Rimarrei sicuramente nel web. Pickwicki è stata e tutt’ora è una importante esperienza. La definisco spesso la mia palestra! Ho imparato tantissimo, soprattutto dai miei errori. Ho imparato che si può sbagliare, che è normale, naturale e sano. Ma che ripetere gli stessi errori è la cosa peggiore che si possa fare!

 

www.pickwicki.com


Abbiamo incontrato Roberto Chibbaro ideatore di Unimagazine e ora a capo di una azienda che sta sviluppando in rete diversi e interessanti progetti di comunicazione

February 19, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Interviste, Lavoro, internet 

Roberto, ci riassumi in poche righe il percorso formativo che ti ha portato a realizzare la tua azienda, UMG Media Group?


Ciao, beh ho un percorso molto complesso. Da una laurea in legge, e conseguente ingresso nel mondo dell’avvocatura ho capito che dovevo subito passare ad un altro settore. Ho da sempre la passione per i nuovi media e la rete, e cosi ho sempre curato il mio sito, oggi cresciuto fino a diventare quello che è, telelavorato per Google nel mezzo, realizzato un documentario su New York nel mentre…come vedi molte esperienze tutte diverse tra loro. Alla fine Unimagazine era un canto delle sirene costante..ed irresistibile, ed eccomi qui.

 

Cosa fai oggi in UMG Media Group?        

Ufficialmente sono l’amministratore delegato, ma come insegno ad ogni nuovo membro del mio team, si deve fare tutto ciò che serve…in generale mi occupo di supervisionare tutto lo staff, e di dare una direzione nelle scelte di evoluzione del sito, e dell’azienda. In un’impresa internet si è sempre ad un bivio, basta sbagliare svolta due volte per essere fuori dal mercato..


Ti tieni abbastanza lontano dai barcamp e in generale dal giro
classico dei guru-blog. E’ una mia impressione? Che tipo di approccio hai per far conoscere il tuo progetto alla blogosfera e alla rete in generale?        

 No, in realtà sono stato per anni un appassionato frequentatore dei barcamp, nei quali ho conosciuto amici che mi hanno davvero insegnato molto sulla rete. Il fenomeno dei guru blogger è in realtà secondo me un falso mito, anzi, molti di loro sono splendide persone pronte a dare una mano senza nulla chiedere in cambio…e sai quanto ciò sia raro oggi. Quindi oltre a girare le mie iniziative a loro, mi affido ai comunicato che redigiamo, e all’impatto che hanno sul pubblico: parto dall’idea che se non reinventiamo la ruota, ma creiamo qualcosa di davvero valido non avrò bisogno di “segnalazioni”, la rete si accorgerà di me lo stesso.

 
Te la senti di dirci qualche impressione sui tuoi competitor? Ce li
vuoi elencare dandoci una tua valutazione?   

Certo. Credo che in Italia, ma corregetemi se sbaglio, ormai sia rimasto un solo competitor da superare, cioè il gruppo di Studenti.it. Devo dirti che li trovo davvero bravi e competenti, e in questi anni hanno realizzato un buon prodotto consolidandosi bene sul mercato. Credo però che abbiano rallentato il ritmo negli ultimi tempi, dedicando forse meno energie all’innovazione, e piu al lato aziendale/commerciale. Questo, unitamente ai nostri nuovi prodotti come Votailprof, ci ha permesso di erodere nel tempo quote prima di loro esclusiva pertinenza. Nel breve futuro ovviamente spero in un sorpasso, ma il mercato ritengo sia abbastanza grande per accoglierci tutti. Ecco, se dovessi proprio fare una previsione credo che ci sarà un duopolio molto solido già da quest’anno.
 
Tu ti trovi in qualche modo a rincorrere questa realtà già consolidata nel mercato. Quali pensi possano essere i tuoi punti di forza per diventare il primo player in Italia e poi (ti auguriamo) in Europa?

Sostanzialmente la nostra forza si basa su pochi concetti: innovazione come puoi vedere dall’invenzione di Votailprof (siamo stati i primi in Italia, seguiti poi da altri), qualità e quantità dei contenuti come cerchiamo di dimostrare con i nostri articoli e blog, e apertura agli studenti con i forum che curiamo per tutta Italia. Credo, che unito al modello aziendale molto snello, e alla catena di comando cortissima, ci sia tutto lo spazio per una concquista del mercato italiano. Per adesso partiamo da li, poi si vedrà…


 Il cuore dell’azienda rimarrà sempre a Catania? State pensando magari ad avere una sede a Roma o Milano?      

Anche se il cuore del business è Milano e il cuore dell’informazione Roma, Catania è e rimarrà la sede principale. Credo che sia fondamentale dare un segnale chiaro, preciso e concordante a chiunque voglia intraprendere un viaggio analogo al nostro…
 
Punti di forza e di debolezza sulla costruzione di una realtà come la vostra in Sicilia.


Nulla in particolare, in fondo il nostro business è su internet, e la rete annulla le distanze. Certo, a volte, essere a Roma o Milano aiuta, i mercati sono lì.

Le tue considerazioni sulla pubblicità on line. Le tue esperienze
dirette di vendita e rapporti con le concessionarie.    

La nuova frontiera è certo questa. Non lo dico io, lo dicono univocamente tutti i principali editori al mondo, ovviamente con mille distinguo e variazioni sul tema. Personalmente credo che la situazione italiana sia particolare e senza una solida esperienza, anche nel proporre innovazione e nuove forme di adv non si possa puntare in alto. Fortunatamente in giro, oltre a diverse pessime realtà, ne trovo di validissime che guardano al settore con occhi di innovazione, crescita, sviluppo, senza farsi frenare dalle “peculiarità”, o distorsioni se preferite, del nostro mercato.
 

Venture Capital e Business Angels, ne sei entrato in contatto in
questi anni? Cosa ne pensi?          

Si, ne ho conosciuti molti, ma per quanto abbia incontrato persone dalle straordinarie competenze e capacità, nessuno mi aveva mai convinto in maniera integrale. Fino al mio incontro con il progetto di Moltomedia/RTI
 
Il tuo incontro con Mediaset. Com’ è avvenuto e quali benefici porterà.


 Ho per caso letto un comunicato che ci hanno inviato per chiederci di pubblicarlo. Ho visto subito le potenzialità, il progetto, i giusti intenti dall’altro lato. Poi, dopo la reciproca conoscenza credo sia stato un colpo di fulmine. Attualmente abbiamo un accordo per una partnership strategica e commerciale, che porterà credo benefici reciproci, d’altronde se fai incontrare innovazione, competenza, idee, passione il mix non può che essere positivo.
 

Principali step di UMG nei prossimi tre anni         

Credo che il consolidamento sul mercato italiano sia assolutamente la base di partenza. Contemporaneamente rilasciare un nuovo prodotto che possa farci guardare ad altri mercati. Non ho preferenze specifiche, ma confesso che inizio a guardare al mercato americano…

 

Dei consigli a chi sta pensando di lanciare una idea imprenditoriale in rete.
Credeteci, siate pronti a sudare sangue, sudore e lacrime. Pazientate, e poi di nuovo credeteci. E ancora. E di nuovo. Nulla arriva senza sacrificio, pazienza, forza.