February 23, 2018

Tep: intervista a Simone Rigoni

Simoni Rigoni è uno dei 3 soci che ha fondato, in UK,  Tep, un servizio mobile che sta ridefinendo il modo per rimanere collegati quando si viaggia all’estero

 

Ci riassumi in poche righe chi sei e il tuo percorso professionale prima del lancio della startup?

Simone Rigoni, classe 1981, padovano di nascita, mitteleuropeo di vocazione,

Laureato Specialistico in Economia Internazione, Universita’ di Verona. MBA EDHEC business school a Nizza.

1 anno in 3 Italia, come Program Manager all ufficio del Direttore Generale, COO

3 anni consulenza direzionale in BIP in Italia

 

Cosa fa e quale problema risolve la tua startup?

Tep è un servizio mobile che sta ridefinendo il modo per rimanere collegati quando si viaggia all’estero. Le nostre soluzioni consentono ai viaggiatori di rimanere sempre connessi a ogni latitudine, evitando esorbitanti tariffe di roaming. La connettività è un elemento essenziale di tutti i giorni, ma rimane ancora problematica quando si viaggia all’estero: TEP risolve questo problema, ma cerca anche di migliorare l’esperienza di viaggio con un app mobile “Concierge Travel” che funge da one-stop shop per le offerte e informazioni locali e i pagamenti mobile.

 

Qual’è il modello di business?

Noleggiamo e vendiamo smartphone, SIM card e pocket wifi per i viaggiatori.

 

Chi sono i tuoi competitor e cosa ha in più la tua soluzione?

I competitors sono i distributori di Sim card globali: Maxroam o chi noleggia wifi hotspot units come Xcomglobal.

Il nostro vantaggio sono i canali di distribuzione. Siamo presenti negli aereoporti e lavoriamo con I noleggi d’auto come Europcar e Avis

 

Ci descrivi il settore nel quale si muove la tua startup e le occasioni che tu ritieni ci siano da cogliere?

Lavoriamo nell’industria delle telecomunicazioni offrendo servizi ai viaggiatori. L’opportunita’ e’ offrendo il nostro servizio di connettivita’ permettere ai viaggiatori di utilizzare I loro apparecchi per acquistare servizi legati al turismo (e.g. offerte e informazioni locali). Il turista non ha altro che la guida cartacea con se e non utilizza il suo telefono per non pagare costi di roaming. Noi offrendo servizi di connettivita’ (senza I costi di roaming) permettiamo a tutta l industry del turismo di monetizzare sui servizi legati ai viaggiatori.

 

Chi sono i tuoi soci in questa impresa? Ce li presenti?

Tomas Mendoza – CEO – 5 anni di hedge fund alle spalle. Venezuelano e Inglese.

Dennis Jorgensen – 22 anni – Si e’ unito a noi per un internship ed ha deciso di rimanere con noi e lasciare l ultimo anno di universita’.

Poi abbiamo altri 15 inters che lavorano nella logisitca, operations, servizio client.

 

Quali risorse hai impegnato per partire in questa impresa?

Abbiamo raccolto 220K pound da familiari e amici nel dicembre 2010.

Il team di cofounders ha investito attorno ai 40K pounds insieme

 

Di quali risorse avresti bisogno per portare a regime la startup?

Siamo nel corso di un workshop per raccogliere ulteriori 650K pounds. Primo closing a 300K pound a fine Maggio per capitalizzare sulle olimpiadi di londra 2012.

 

A quali Angel o Venture Capital ti sei rivolto e con quali risultati?

Posso dire Angels e VC basati in UK e agli Italians Angels of Growth

Da qui a 3 anni cosa potrebbe diventare la tua startup e che numeri e fatturati potrebbe sviluppare.

Nel 2013 volgiamo generare sales per 1Mil di pound e per il 2015 per 30Mil di pounds con un margine attorno al 45%

Indicaci le tue fonti di informazione sul mondo delle startup e dell’impresa in modo da condividerle con i lettori.

Techcrunch – Business Insider – NYT technology section

Startup italiane sulle quali investiresti oggi o che segui con sana invidia. Facci se puoi anche i nomi dei protagonisti di queste startup.

Interessante il progetto di Volunia di Massimo Marchiori, anche lui di Padova

Settori (oltre al tuo) da tenere in considerazione in futuro e dove ti piacerebbe muoverti per una eventuale tua prossima startup.

Penso a tutto quello che ha a che fare con l’IT e Technology che in passato non non lo era, come le scienze naturali o tutto cio’ che e’ ancora cartaceo e analogico

Elenca un po’ di cose di getto su cosa hai imparato facendo la tua startup e che vuoi condividere con i lettori.

1) Dedicare un sacco di tempo ad ascoltare i propri clienti/utenti (anche se Steve Jobs non la pensava così)

2) La strada per la creazione di un’impresa è molto lunga. Take it easy con il lavoro e con voi stessi. È assolutamente necessario dedicarsi al 110%, ma deve essere anche divertente!

3) Pazienza, pazienza, pazienza … Quando meno te lo aspetti un partner o un grosso ordine incrocerà la tua strada.

4) Esci dal tuo ufficio o di casa. Fai networking, chiedi consigli, partecipa alle conferenze!

Startup e lingua inglese, senza l’inglese non si può avere successo

 

Gli imprenditori del futuro ma anche quelli attuali se vogliono creare e gestire un azienda di successo che possa produrre un redditizio business non solo all’interno dei propri confini nazionali o all’estero devono possedere assolutamente un ottima padronanza della lingua inglese. Per esempio possiamo notare come in Italia un e-commerce multilingua ha un numero di vendite e di guadagni nettamente superiore rispetto ad uno realizzato esclusivamente in Italiano, poiché risulterà infinitamente più semplice poter comunicare con i clienti stranieri.

Così per avere successo e per non rischiare di rimanere tagliati fuori sempre più imprenditori decidono di partire per l’Inghilterra e seguire un corso specializzato presso la famosa scuola di inglese a Cambridge. Cambridge è la famosa città situata poco distante da Londra ove risiedono i più prestigiosi college di tuta l’Inghilterra e qui si trova anche una delle più importanti scuole specializzate nell’insegnamento dell’inglese agli allievi stranieri.

In questa scuola è possibile seguire un corso adatto alle proprie caratteristiche di apprendimento, sostenendo prima un esame attitudinale che stabilisce l’effettivo livello dello studente e lo destina poi alla classe e al percorso di studio a lui più adatto. Le classi sono composte da 14 allievi provenienti da ogni parte del mondo, in modo da facilitare l’interazione sociale parlando esclusivamente in inglese. E’ possibile inoltre usufruire  di un incredibile quantità di materiale didattico attraverso la fornitissima biblioteca e durante la settimana è possibile svolgere delle visite guidate presso le più importanti città dell’Inghilterra o europee, come Amsterdam e Parigi.

Presso questa scuola è possibile seguire un percorso di apprendimento standard, in cui si impareranno tutte le principali regole della lingua inglese, oppure dei percorsi specializzati al conseguimento delle più importanti certificazioni internazionali o dell’apprendimento dell’English Business, insomma, per ogni esigenza di apprendimento esiste l’ideale corso di inglese a Cambridge.

Cambridge è una cittadina che può essere considerata come uno dei maggiori centri culturali dell’isola britannica, non solo per la presenza dei college più prestigiosi e rinomati del mondo, ma anche per le numerose attrattive storiche presenti, come i musei di Sedgwickche in cui viene mostrata la storia degli ultimi 550 milioni di anni della terra, o il Fitzwilliam Museum, ove sono presenti le opere appartenenti ai pittori più famosi del Rinascimento. Sono presenti anche una serie di monumenti davvero unici come il grande orologio Grasshopper Clock oppure il suggestivo ponte che attraversa il fiume Cam, il Bridge of Sight e tante altre attrazioni che spiegano il perché tante persone scelgono di studiare l’inglese a Cambridge.

Un  percorso di studio specializzato e adatto al proprio livello di apprendimento, una citta che viene considerata come la capitale della cultura inglese e la vicinanza con una delle più grandi città del mondo, Londra, rendono perfetta la scelta di seguire un corso di inglese a Cambridge.

L’auto elettrica piace ma non sfonda nel mercato

Ogni mese la testata giornalistica online di Repubblica.it propone ai propri lettori alcuni sondaggi su tematiche ambientali che poi verranno successivamente approfonditi in un reportage. Secondo un recente sondaggio condotto sulle auto elettriche, si evince come il 41% degli utenti sia favorevole all’acquisto, ma le città, nonostante la disponibilità del mercato, non sono ancora in grado di predisporre le infrastrutture necessarie alla loro diffusione, addirittura la Fiat ha rinunciato ad entrare in questo mercato.

Anche se la voglia e la curiosità di cambiare c’è, rimangono ancora ostici i prezzi di tali vetture che, uniti ai costi dell’assicurazione auto, del bollo e della polizza contro furto e incendio, vanno attualmente a vanificare la convenienza. È vero che con un euro si percorrono 100 km di strada ma i tempi di ammortamento delle spese di acquisto del veicolo sono comunque lunghi e questo di certo non è un incentivo.

Ora il governo vuol cercare di dare una scossa al mercato attraverso la creazione di una rete di imprese nella zona di Imola che diano il via alla produzione di componenti tecnologiche delle auto elettriche, sperando in questa modo di abbassare un po’ i costi. Poi bisognerà prevedere in ogni città un numero adatto di torrette per la ricarica, dato che ad oggi scarseggiano e i pochi stalli sono occupati da auto comuni parcheggiate abusivamente. Sarebbe un peccato se il mercato delle auto elettriche non avesse futuro, soprattutto perché sarebbe un modo intelligente di usare l’auto, in modo ecologico, silenzioso ed economico. E per ciascun guidatore sarebbe l’occasione per risparmiare significativamente, e non solo, come ci troviamo a fare oggi con la crisi, a tagliare i consumi, le spese superflue e rivolgersi ad un assicurazione online per trovare l’opzione più conveniente.

 

Fubles tra le app del nuovo App Center di Facebook

 

Fubles, il social network per gli appassionati di calcetto che vanta oggi oltre 136.000 iscritti, oggi si fa ancora più social grazie all’App Center di Facebook, lanciato ufficialmente ieri.

Infatti, nella vetrina dell’App Center, potrete trovare Fubles tra le 600 applicazioni web e mobile raccolte. E non solo: nella categoria ‘Sport’, Fubles è l’unica app italiana tra le prime 10 segnalate, posizionandosi al quinto posto: https://www.facebook.com/appcenter/category/sports/?platform=allplatforms

Con Fubles potete trovare partite, giocatori e campi nella propria zona oppure organizzare la propria partita in qualunque momento: dal sito www.fubles.com o direttamente sul cellulare basterà prenotare un campo, caricare la partita nel sistema e Fubles invierà una convocazione a tutti i giocatori disponibili nei dintorni. Inoltre, è possibile entrare subito nel vivo del post-partita con il sistema di voti e pagelle di Fubles che scatenano i più classici sfottò e le animate discussioni tipiche di ogni incontro che si rispetti.

Madeinmedi 2012: cantiere a cielo aperto per talenti e creatività

 

E’ giunta al termine la sesta edizione della fashion week Madeinmedi. Un viaggio, tra arte e design, con video, performance e passerelle laboratorio. E una parola d’ordine: Mediterraneo. Dal 4 al 10 giugno, il comune di Noto si è, infatti, trasformato in un cantiere a cielo aperto per talenti e creatività. Ecco che per un Mediterraneo sempre meno isolato e sempre più internazionale, il Madeinmedi 2012 è stata piattaforma di talenti in erba e luogo sperimentale, permettendo al comune di Noto- come ha dichiarato il sindaco Corrado Bonfanti- di entrare in un progetto di internazionalizzazione e di diventare la porta del Mediterraneo. C’è stato chi, come la stilista libica Raja Nagiat Raga Rayes, ha portato a Noto, con la sua Rujji Collection, l’eleganza e la bellezza della cultura araba. E chi, come Sonya Andrea Chiaramonte, si è lasciata ispirare dal costruttivismo russo e dalle sculture “Superficie Sviluppabile” di Anton Pevsner. Il risultato è stato “Rule the World”: equilibrio di colore e nuove geometrie, senza rinunciare alla componente creativa. Il fascino dell’Oriente, la bellezza dell’India e i suoi colori nella collezione “Fiore di Loto-beauty of India” di Raffaella Rullini. E ancora, tra i fashion designer di Sood Generation, le collezioni gioiello della designer Ylenia Parasiliti, con “Oltre me” e “Cielo, Terra e Mare”, collezione commemorativa e celebrativa della signora del corallo, Marilù Fernandez. Continuando il viaggio nella fashion week “made in Sicily”, con le creazioni degli studenti dell’harim | Accademia Euromediterranea, si scoprono nuovi mondi, ispirazioni psichedeliche, racconti straordinari. Lucia Farruggio ha presentato “Icône”, una collezione ispirata alle icone degli anni 50′, l’eleganza di Audrey Hepburn e Grace Kelly.

 

 

 

Tatiana Bellomo ha fatto sfilare “Fly”, collezione dedicata alle farfalle, mentrePaola Minniti ha presentato la collezione “Olimpia”, ispirata al regno meraviglioso degli dei. I tatuaggi sono stati, invece, l’ispirazione di “Tattoo” di Laura PanettaSabrina Carnazza e Giovanna Amore, infine, hanno sperimentato: la prima con “Ribbon”, intreccio di sogni come mille nastri colorati, la seconda con “Planet Visions” che investiga la volta celeste, legame tra cielo e terra, uomo e Dio. E poi, Maria Vittoria Fidotta e la sua prima collezione gioiello, “La dimora delle parole”: collane, orecchini, anelli, bracciali e pettorine ispirate al ventaglio, oggetto d’amore e di guerra. Tra gli stilisti internazionali, dalla Spagna, Juan Vidal: uso del colore, percezione architettonica del volume, tessuti personalizzati per una donna sensibile e elegante, amante dei dettagli, in equilibrio costante tra tradizione e futuro. Direttamente dal multi-brand store Spiga 2 di Dolce & Gabbana, lo stilista livornese Lamberto Petri per la Maison du Couturier: in passerella, un insolito mix di seta e fibre naturali con rayon e jersey, per una donna eclettica e divertente. E ancora, dalla Corea, Hein Juel, con una collezione ispirata alla natura: stile elegante e sofisticato, combinazioni audaci, mescolando tessuti, colori e stampe. Da Bucharest, Corina Vladescu: in passerella una sensibilità gotica che si riflette nei vestiti semitrasparenti e nelle giacche sartoriali dai tagli definiti. Da Londra la siciliana Francesca Marotta che ha studiato al London College of Fashion e ha portato in passerella un omaggio alle donne siciliane. E,infine, imperdibile il ritorno al Madeinmedi della creatività di Antonio Attisano, il giovane licatese scomparso prematuramente 2 anni fa: a sfilare la sua “Sinfonia n.2”. Insomma, il Madeinmedi, anche quest’anno ha confermato la teoria secondo la quale non può esistere un’unica lingua del gusto. E, in una sola settimana ha dimostrato che i confini tra le arti sono sempre più permeabili e le contaminazioni investono tutti i campi della creatività. “Nell’ottica di un percorso che continua a sostenere le nuove generazioni – commenta Marco Aloisi, producer dell’evento – anche per questa edizione, il Madeinmedi ha creato momenti di visibilità per i designer emergenti. E non solo, rappresenta anche un’occasione concreta aperta sia ai talenti italiani sia a quelli internazionali”. “La nostra scommessa- conclude Marco Aloisi – è quella di rendere la Sicilia un luogo privilegiato dove i giovani possano trovare uno spazio per esprimere la loro creatività, liberi dalla contaminazione delle esigenze del mercato”.

Adoroletuefoto.it: intervista a Marco Govoni

 

Abbiamo incontrato Marco Govoni e gli abbiamo chiesto di parlarci della sua startup Adoroletuefoto.it.

 

Ci riassumi in poche righe chi sei e il tuo percorso professionale prima del lancio della startup?


Ho sempre lavorato come commerciale nel mondo delle telecomunicazioni, prima come venditore, poi come responsabile di area. Da un paio d’anni sono passato al Marketing, occupandomi nello specifico di trade marketing e social marketing. Avendo una forte passione per la fotografia, ho realizzato un’idea che avevo in mente, applicando tutte le competenze acquisite in ambito professionale e personale. E’ nato quindi adoroletuefoto.it.

Cosa fa e quale problema risolve la tua startup?
Il mio progetto è un semplice sistema automatico di contest fotografici online, “guidato” da un Timer che scandisce tutte le fasi della “gara”. In pratica ho portato sul web ciò che è fatto su riviste, club, e siti di fotografia e in molte pagine Facebook. Con due ingredienti nuovi: il Timer, appunto, e – oltre alla giuria “popolare” (ovvero tutti gli utenti) – una giuria di qualità, di fotografi professionisti. Per questo il nuovo claim è “i tuoi contest fotografici, la tua scuola di fotografia”
Adoroletuefoto.it non risolve nessun problema: anzi.. forse li crea! Le critiche, i suggerimenti, le classifiche, a volte sono “difficili” da digerire, e come a scuola, i brutti voti bruciano.

Quale modello di business per la tua startup?
Il modello di business è atipico, in quanto il team è composto da persone che contribuiscono al progetto per passione, ma tutti hanno un lavoro “vero”. Questo ha reso necessario, dal punto di vista organizzativo, definire e distribuire le competenze in maniera orizzontale, fare in modo che i membri del progetto potessero sostituirsi a vicenda in molte delle operazioni di routine. Dal punto di vista strategico, invece, il progetto nasce su Facebook, che diventa la piattaforma di lancio, tramite la fanpage, dove per quasi un anno testiamo il meccanismo dei contest fotografici. Nasce anche il blog (piattaforma Posterous), Twitter, la pagina Flickr – che raccoglie tutte le foto vincitrici dei contest – e il canale Vimeo, che contiene tutti i video realizzati per promuovere l’idea. E’ una chiara strategia che utilizza le piattaforme social per veicolare poi l’utente sul sito principale. La leva distintiva è riuscire a coinvolgere un pool di fotografi professionisti che facciano da “giuria super partes” durante le votazioni e aiutino la “massa” con i loro consigli. Per questo la chiamiamo “scuola di fotografia”. Infine, il progetto prevede di non avere pubblicità sul sito: è una scelta coraggiosa e pericolosa, che “brucia” risorse economiche ogni giorno, ma che ha l’obiettivo di porre al centro le fotografie. Gli unici ricavi, attuali, sono quelli derivanti dalla sottoscrizione dell’abbonamento Premium da parte degli utenti, che è stato tenuto volutamente molto basso, per ridurre al massimo la barriera all’acquisto.

 

 Fabio Borroni

 

Chi sono i tuoi competitor e quali soluzioni innovative adotta?
Mi piace dire che i nostri competitor sono i siti per eccellenza di fotografia, Flickr, 500px, in primis. Ma non è vero: in realtà, il nostro modello non ha eguali nel web. Sì, ci sono alcuni siti che propongono contest fotografici online, ma nessuno è strutturato con un Timer e una giuria Master. A brevissimo – entro Marzo – saranno implementate alcune nuove funzioni, che sanciranno ancora di più la vocazione di “scuola di fotografia” oltre ad introdurre alcune piccole features che… nessun altro sito propone! Sembra impossibile, ma ci sono oggi ancora piccole richieste degli utenti che i più grandi siti di photosharing non soddisfano. Qualità è ciò che vogliamo vendere. Qualità è ciò che vogliamo che i nostri clienti comprino. E’ questo il nostro obiettivo.

 


Simone Soldà

 

Ci descrivi il settore nel quale si muove la tua startup e le occasioni che tu ritieni ci siano da cogliere?
Il settore è quello della fotografia. Il tutto avviene però sul web. Quindi le occasioni da cogliere vanno cercate sia in ambito fotografico che in eventi web dedicati alle nuove community. Sarebbe molto bello poter partecipare a workshop fotografici, presentazionidi nuovi prodotti di produttori di hardware per fotografi, ecc

 

 

Chi sono i tuoi soci in questa impresa? 
Non ci sono soci in questa fase. Anche per questo il nostro business model è atipico. Il team che ha sviluppato e segue il progetto è formato, oltre che da me: Fabio Borroni (LOOOL srl), responsabile del team di sviluppo del sito, Simone Soldà che segue i test software e si occupa della gestione clienti e mi coadiuva nelle scelte strategiche, Roberto Ferrini, supporto gestione clienti, test user experience, ovvero ci aiuta nel “semplificare le cose”, Vera Carbone per le traduzioni, Laura Caselli per i testi. Aggiungo anche Cinzia Iacovelli– blog writer – e Daniele Zanotti – cha ha curato il merchandising per test di campagne adv offline.
Quali risorse hai impegnato per partire in questa impresa?
Personali. Ho investito esclusivamente per la progettazione e la realizzazione del sito, con Fabio e la sua squadra, per la realizzazione del logo che – a mio avviso – è un’opera d’arte (grazie al team Senape.org), ed in varie attività di marketing su facebook. Tutto il resto del team è composto da volontari, mossi dall’entusiasmo di creare qualcosa di nuovo.
Di quali risorse avresti bisogno per portare a regime la startup?
Abbiamo già una stima molto precisa di quante risorse economiche servirebbero per realizzare la versione 2.0 di adoroletuefoto.it, e renderlo qualcosa di ancora più innovativo ed unico. C’è già un piano dettagliato, con timing preciso.
A quali Angel o Venture Capital ti sei rivolto e con quali risultati?
Ancora nessuno è troppo presto. Siamo online dall’8 ottobre e stiamo preparando un pitch per presentarci al meglio. Indicativamente tra marzo ed aprile inizieremo le attività di presentazione: stiamo raccogliendo utenti, feedback, clienti e generando una community. Questo per noi è il miglior modo per presentarci.
Da qui a 3 anni cosa potrebbe diventare la tua startup e che numeri e fatturati potrebbe sviluppare?


Bella domanda! Dipende molto dall’opportunità di trovare le risorse per implementare la versione 2.0. In questo caso, potremmo veramente posizionarci ai massimi livelli, tra Flickr e 500px: non abbiamo ancora fatto stime, forse più per scaramanzia, ma di certo parliamo di numeri oggi inimmaginabili. Anche perché il nostro mercato di riferimento è il consumer, nel settore fotografia. Chi non ha una macchina fotografica oggi ?

 
Indicaci le tue fonti di informazione sul mondo delle startup e dell’impresa in modo da condividerle con i lettori.
Conosciamo pochissimo dell’ambiente delle startup. Ci stiamo affacciando ora a questo mondo, perché fino a ieri il focus era solo sullo sviluppo del progetto e il coinvolgimento degli utenti. Una delle risorse principali è sicuramente il Gruppo Italian Startup Scene su facebook.
Startup italiane che segui con interesse
Sinceramente devo dire che reputo la maggior parte delle startup che vedo troppo focalizzate su business b2b e che quindi non mi interessano (per limiti miei ovviamente!). Oppure su business già esistenti e coperti in parte da Facebook o G+ . Una che mi piace veramente è airbnb.com, ottima idea e ben realizzata. Ma da profano, la domanda è: è una startup ??
Settori (oltre al tuo) da tenere in considerazione in futuro e dove ti piacerebbe muoverti per una eventuale tua prossima startup.
Certamente il mondo del food. Ho in mente un progetto ma… non c’è il tempo 😉

 
Elenca un po’ di cose di getto su cosa hai imparato facendo la tua startup 


La cosa principale è il customer focus. Mettersi nei panni del cliente ed ascoltarlo. Pensare come lui. Solo così si potrà capire se l’idea funzionerà. E poi, entusiasmo, tanto entusiasmo. Queste semplici regole, un retaggio della mia storia da “commerciale”, rimangono sempre valide.


DATI
Data di ideazione: Gennaio 2011
Data di lancio: sabato 8 ottobre 2011 ore 10:00 (fuso di Roma)
Soci: Marco Govoni
Visite al sito: 450k pageview/mese (dati solo dei primi 3 mesi) /13k utenti unici/mese
Dove è ubicata: Bologna/Ferrara/Cesena/Milano
Notti passate a costruire… non si contano
Dipendenti: nessuno
Fatturati: troppo presto…