December 14, 2017

Spreaker: arriva il secondo round d’investimento e si rafforza negli Stati Uniti

A più di un anno dal lancio ufficiale, Spreaker, il social network per l’audio online, nato a Bologna da un gruppo di giovani startupper, riesce di nuovo a guadagnarsi la fiducia dei soci IAG che insieme al Fondo Ingenium dell’Emilia Romagna, investono circa 500 mila euro nel progetto.

Dopo aver trascorso parte del 2011 tra Bologna e San Francisco, Spreaker si appresta adesso ad affrontare l’espansione nel mercato Usa, dove la startup ha già una sede operativa.

Gli ultimi sviluppi in ambito mobile e l’utilizzo della piattaforma in alcune delle manifestazioni mondiali che hanno caratterizzato le vicende di cronaca dall’inizio dell’anno, affermano il grosso potenziale di Spreaker, uno strumento semplice da utilizzare ma di grande impatto comunicativo. I racconti dalla viva voce di chi ha affollato le piazze in Libia, le interviste dalla assemblee degli Indignados in Spagna, sono solo alcuni degli esempi di informazione dal basso veicolati e diffusi sulla piattaforma.

La tecnologia messa a disposizione permette infatti a chiunque e in modo gratutio di creare podcast live o in differita, senza nessun tipo di supporto aggiuntivo, sfruttando semplicemente l’accesso alla rete.

Spreaker rende facile e veloce la comunicazione dando a tutti la possibilità di esprimersi ai massimi livelli – afferma Francesco Baschieri, CEO e fondatore di Spreaker. E’ possibile, ad esempio, creare veloci pillole audio da condividere sui social network per rimanere in contatto con amici e aggiornare il proprio stato, proprio come facciamo con Twitter, Facebook o Google+, o sfruttare le potenzialità dell’audio online per dare spazio ad argomenti di nicchia molto spesso ignorati sui canali tradizionali.

La piattaforma, che ha già riscosso un ottimo successo in Europa, si prepara adesso a rafforzare il suo team prima negli Stati Uniti e poi a Buenos Aires, snodo cruciale per il mercato latino americano.

L’obiettivo è sfruttare al massimo i contenuti user generated, creati quindi dagli stessi utenti che diventano protagonisti e fruitori dei loro podcast.