September 21, 2017

START CUP MILANO LOMBARDIA–Prorogato al 27 maggio il termine della Call For Ideas

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START CUP MILANO LOMBARDIA – VII edizione
Partecipa e diventa imprenditore!

Prorogato al 27 maggio il termine della “Call For Ideas”

Nell’ambito dell’edizione 2009 della Start Cup Milano Lombardia, la business plan competition che favorisce la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico, dato l’alto numero di richieste di partecipazione pervenuteci e visto il poco tempo rimasto, è stato prorogato al 27 maggio il termine della “Call For Ideas”. È stato istituito anche un secondo ciclo di formazione per i proponenti le migliori idee imprenditoriali.

Per partecipare ti ricordiamo che:

Se hai un’idea imprenditoriale innovativa, ma non sai redigere un piano d’impresa, puoi partecipare entro il 27 maggio alla “Call For Ideas”. I proponenti delle migliori idee imprenditoriali usufruiranno di un ciclo formativo gratuito e potranno avvalersi della consulenza di tutor ed esperti per redigere il business plan.
Se, invece, hai un business plan già pronto, puoi inviarcelo subito e fino al 4 settembre.
Se sei un esperto di management e desideri affiancare il proponente di un’idea imprenditoriale ad alto contenuto tecnologico, ma carente di competenze manageriali, puoi partecipare alla “Call For People”: devi inviarci il tuo CV entro il 12 giugno e ti aiuteremo a trovare l’idea imprenditoriale più adatta a te.
La finale della Start Cup si terrà a Milano il 27 ottobre e assegnerà premi in denaro (10.000, 7.000 e 5.000 euro ai primi tre classificati). I vincitori parteciperanno inoltre al Premio Nazionale per l’Innovazione 2009, che si terrà a Perugia il 3 e 4 dicembre.

La settima edizione della Start Cup Milano Lombardia è un’iniziativa di sei università lombarde – Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Commerciale Luigi Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca e Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM – e del partner strategico Vodafone Italia, per incoraggiare e sostenere la nuova imprenditorialità.

La Start Cup Milano Lombardia è coordinata dall’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano e dalla Fondazione Politecnico di Milano.

Per ogni informazione:
visita il sito internet www.startcupml.net

dove troverai il Regolamento e i documenti da scaricare per la partecipazione

oppure contatta:
Politecnico di Milano, Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano
Email: polimi@startcupml.net

Tel: +39 02 2399 2954


Franco Bernabè, amministratore delegato Telecom Italia, al Working Capital Camp di Catania

Franco Bernabè, amministratore delegato Telecom Italia, al Working Capital Camp di Catania

Working Capital Barcamp Tour 2009
Catania, 29 aprile 2009
http://www.workingcapitalcamp.com


I3P nuovamente sul podio – La StartUp dell’Anno 2009 è Electro Power Systems

Dopo un anno di successi, la vittoria di ElectroPS riconferma la leadership di I3P nel supporto alla creazione e all’accompagnamento di imprese ad alto contenuto di conoscenza.

I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino festeggia un altro podio: la vincitrice della terza edizione della StartUp dell’Anno è Electro Power Systems, nata in I3P nel 2005 e ormai leader di mercato a livello internazionale nel settore dei sistemi a celle a combustibile per la business continuity.

StartUp dell’Anno è una competizione promossa annualmente dal PNICube (Associazione che raggruppa gli incubatori di impresa universitari italiani) rivolta alle giovani imprese innovative nate, ospitate o legate da rapporti di collaborazione con le università e gli incubatori italiani, che abbiano compiuto la fase di start-up e che abbiano conseguito le migliori performance tecniche e di sviluppo. Il processo di selezione e valutazione delle aziende è effettuato da una Giuria composta da gestori di fondi di venture capital sulla base di parametri quantitativi e qualitativi. L’edizione 2009 è stata promossa con il contributo di Microsoft, che quest’anno è stato main sponsor dell’evento affiancandosi a Vodafone, storico partner dell’Associazione PNICube. Start Up dell’anno ha un’importanza strategica, perché premia gli effettivi risultati conseguiti dalle imprese degli incubatori universitari, e la loro capacità di affermarsi e consolidarsi nel mercato di riferimento.

Alla competizione sono state ammesse, in qualità di finaliste, 11 start-up che si sono costituite nel 2005. Tra le qualificate, ben 5 quelle nate con il supporto di I3P. Oltre alla vincitrice Electro Power System hanno infatti concorso al premio: Actua, Garrisonpop, Lachesi e Minteos. Queste giovani aziende lavorano in settori di punta, dall’efficienza energetica al monitoraggio ambientale, dal monitoraggio delle strutture architettoniche alla gestione dei dati di vendita nella grande distribuzione; tutti settori sui quali può e deve puntare la nostra economia in un momento di così forte crisi, come è stato sottolineato nel corso di un workshop che ha preceduto la premiazione e che ha trattato proprio delle start-up innovative per il rilancio dell’economia italiana.

Tra i relatori, Carlo Iantorno, direttore innovazione di Microsoft, Salvatore Saia, Direttore regione Nord Est di Vodafone, il presidente di PNICube Gianni Lorenzoni ed Enrico Moretti Polegato, Vicepresidente di Geox Spa.

Il premio per I3P arriva dopo la vittoria, a Novembre, di EPoS al Premio Nazionale per l’Innovazione, e alla recente conclusione di una proficua “raccolta delle idee” per la Start Cup Torino Piemonte. Al 16 aprile 2009, I3P aveva ricevuto 124 idee, di cui 56 derivanti da studenti e/o ricercatori del Politecnico di Torino. Il numero di idee raccolte è in crescita rispetto al 2008 (+ 17%) e anche il livello qualitativo è cresciuto rispetto agli anni precedenti, sia dal punto di vista dei contenuti tecnologici presentati, sia della maturità dell’idea d’impresa.

I3P ha infine chiuso il bilancio 2008 in utile con un valore della produzione di poco superiore al milione di Euro. Oltre all’efficienza della struttura, ciò conferma la capacità dell’incubatore del Politecnico di valorizzare i servizi offerti alle imprese e di far leva sulle entrate derivanti dalla partecipazione a progetti finanziati da attori pubblici per creare un ecosistema favorevole allo sviluppo di nuove imprese. In un anno difficile come il 2009, I3P continua infatti a investire per migliorare il livello dei servizi offerti, a sostenere l’avvio e la crescita di nuove imprese, ad attrarre su di esse nuovi investitori privati, e a facilitare la relazione con gli istituti di credito.

LE AZIENDE I3P CHE HANNO CONCORSO AL PREMIO STARTUP DELL’ANNO SONO:

ELECTRO POWER SYSTEMS (StartUp dell’anno 2009):
www.electrops.it
Settore di attività: Cleantech

Electro Power Systems, nata nel 2005 all’interno di I3P, si è affermata nel settore dei sistemi a fuel cell grazie allo sviluppo di Electro7, il primo sistema a idrogeno per la continuità energetica dotato di tensioni in uscita multiple nonché il primo sistema a fuel cell europeo ad ottenere in marchio CE. ElectroPS ha vinto l’edizione 2005 del Premio Nazionale per l’Innovazione e, nel 2008, è stata selezionata l’unica azienda italiana selezionata dall’Istituto Inglese Library House tra le 100 aziende cleantech europee con la più alta potenzialità di crescita. Electro Power Systems si è via via distinta per capacità innovative, tecnologiche e manageriali tanto che in pochi anni, ed in un contesto di difficile congiuntura economica globale, è passata con successo da un’idea di impresa alla conclusione della fase di start-up ed apertura alla fase industriale (standardizzazione produzione, ordini ingenti, ampia copertura del mercato tramite una rete di business developer internazionali). “Questo ennesimo riconoscimento – afferma Adriano Marconetto, co-fondatore e ad del’azienda – conferma la bontà del nostro piano strategico e del nostro modello di sviluppo. E’ un premio a tutti gli sforzi compiuti in questi quattro anni per creare da zero una impresa tecnologica capace di competere oggi in Europa e domani nel mondo. Abbiamo una chiara roadmap tecnologica e di business development per i prossimi tre anni: non ci resta che lavorare tanto e bene”.

ACTUA:
www.actuatech.eu
Settore di attività: ICT, E-business, Biotech, meccanica, servizi, altro

Actua punta a diventare una holding company per lo sviluppo delle tecnologie sull’efficienza energetica, trasformando tecnologie di nicchia in prodotti. Actua ha attualmente 10 dipendenti e raggiungerà nel 2009 1 M€ di fatturato.

GARRISONPOP:
www.garrisonpop.com
Settore di attività: ICT, servizi

Garrisonpop è una società di servizi rivolti a produttori e distributori di beni di largo consumo. L’obiettivo centrale delle attività di Garrisonpop è dotare i mercati di strumenti innovativi per supplire alle aree di incertezza delle filiere di produzione, distribuzione e marketing. Il prodotto principale Teleshelf è una piattaforma che automatizza il processo di lettura delle giacenze e delle rotazioni sullo scaffale dei supermercati tramite sensori elettronici (peso, RFID, microswitch, ecc) che immagazzinano il dato e lo trasmettono attraverso un modem GSM o un router WIFI. L’applicazione principale per la sales force automation funziona via SMS. Teleshelf è venduto come servizio, ovvero viene chiesto un canone di abbonamento mensile per la lettura dei dati tramite il software della società o accedendo al portale della Garrisonpop. Per evitare copie o aggressioni da parte di chi è forte nel mercato dei sistemi per GD o rilevazioni di spazi di mercato, sono stati stretti accordi con i Leader del settore. Lo sviluppo del fatturato con incremento di circa il 100% annuo è costante e confermato dall’andamento dei primi mesi 2009, con una aspettativa di circa 600 mila euro.

LACHESI:
www.lachesi.com
Settore di attività: Monitoraggio, Ambiente, ICT

LACHESI è una società che sviluppa e commercializza prodotti destinati al monitoraggio delle strutture architettoniche (controllo delle condizioni di esercizio e di sicurezza di ponti, gallerie, dighe e strutture marine) soprattutto in rapporto alle interazioni tra le stesse strutture e l’ambiente in condizioni straordinarie, per esempio in relazione alle alluvioni o a sismi. I prodotti di LACHESI sono indirizzati verso due settori applicativi: le strutture architettoniche moderne e le opere di elevato interesse artistico e storico. Il settore in cui opera LACHESI è dunque rappresentato dalla Civil Engineering, dalla Geotechnical Engineering e dall’Oil and Gas Engineering. Conta su un team composto da 5 dipendenti ed ha come soci il fondo Piemontech e il Club degli Investitori, quest’ultimo entrato nella compagine sociale a fine 2008. Le previsioni di fatturato per il 2009 si aggirano sui 400 mila euro.

MINTEOS:
www.minteos.com
Settore di attività: ICT (monitoraggio ambientale)

Minteos opera nel settore del monitoraggio ambientale tramite tecnologie WSN (Wireless Sensor Network). L’architettura realizzata permette, grazie a sensori sul campo, di monitorare e trasferire alert in tempo reale ed a basso costo su una molteplicità di rischi ambientali. I prodotti principali sono legati all’antincendio, alle esondazioni, alle frane, al controllo della qualità dell’aria nelle città e delle acque, alle emissioni di gas nocivi nell’industria, al monitoraggio delle pipeline ed al settore dei rifiuti. Le specifiche peculiari del prodotto sono riassumibili in: eliminazione dei falsi allarmi, funzionamento automatico; necessità solo di piccole manutenzioni, scalabilità, multifunzionalità. I settori di destinazione sono rappresentati dalla Pubblica Amministrazione, Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Il mercato di destinazione è costituito inizialmente dall’Europa (Italia e Grecia su tutti) e abbraccerà a seguire USA e Australia. Ha sede in Torino e opera con 15 persone; la struttura societaria è composta da 4 soci di cui uno è un Business angel. Fatturato 2009 previsto: 1 milione e mezzo di euro.

 

Per maggiori info:

www.i3p.it


Intraprendere Blog Network intervista Tara Kelly e Francesco Sullo, fondatori di PassPack

Qual’è stato il processo che vi ha portato a maturare l’idea di Passpack?

FRANCESCO: Tara ed io lavoravamo da web designer freelance. Quando fai questo lavoro hai a che fare con tanti clienti. E per ognuno di questi devi gestire tanti servizi. Il che significa una marea di utenze e password. Capita spesso che qualcuno ti chiama e devi recuperare al volo le credenziali di accesso ai suoi servizi. Infatti, è capitato così nel marzo 2003 mentre Tara ed io eravammo in viaggio a New York. Fu allora che pensai che se ci fosse stato un password manager accessibile online, sarebbe stato tutto più facile.

Feci una ricerca e non ce n’erano. Così pensai che potevo farmelo da solo. Ma era difficile fidarsi del provider. Ci voleva una tecnologia che mi mettesse al riparo da rischi. Si parlava di password, mica niente.

Fu solo nel 2006 che mi venne l’idea di come fare. Così ne parlai prima con Tara. Poi con altri amici. La cosa che mi stupì fu che dopo il primo momento di scetticismo tutti mi dissero che se però lo facevo, loro lo avrebbero utilizzato, se glielo avessi permesso. Mi resi conto che c’era una richiesta per quel tipo di prodotto. Da lì a pensare di lanciarlo come servizio la strada fu breve.

Solo dopo scoprii che qualcuno aveva dato un nome all’approccio che avevo immaginato e che quel nome era Host-proof Hosting.

Secondo voi quali saranno i fattori che faranno esplodere la vostra idea?

FRANCESCO: Io sono convinto che lo sharing dei dati (introdotto con Passpack 7) sarà la chiave di volta che ci farà fare il salto di qualità.

TARA: Sì, senza alcun dubbio le features per i work group. Stiamo lavorando per questo momento da molto tempo.

 

Su quali killer application state puntando?

FRANCESCO: immagina di essere il responsabile IT di una piccola azienda. Immagina di condividere con ogni dipendente le password che questi utilizzano per accedere ai diversi servizi. Immagina che se scade una password tu la puoi cambiare e l’altro neanche ha bisogno di saperlo. L’altro va sul sito, clicca il suo bottone e fa l’autologin. Pensa al risparmio di tempo e di spese di help-desk (e spesso l’help-desk sei tu!) per resettare tutte le password perse. Pensa al guadagno in fatto di sicurezza.

TARA: Con il prossimo rilascio, ciò sarà possibile con Passpack. E’ un bisogno che hanno tutte le PMI a livello globale. Ci sono 25 milioni di PMI solo negli USA, e ciascuna deve gestire 100 e più password – fa come minimo 25 miliardi di password che ora come ora, non sono gestite. Passpack va a coprire questo vuoto nel mercato.

Questa domanda è doverosa per tutte le startup, quali finanziamenti di partenza e quali risorse sono arrivate in seguito alla messa on line del progetto?

FRANCESCO: Passpack vide la luce il 12 dicembre del 2006. L’innovazione attira la curiosità della blogosfera ed avemmo subito visibilità. Continuammo a sviluppare e comunicare per circa sei mesi. Poi capimmo che Passpack stava crescendo troppo velocemente per le nostre finanze e dovevamo trovare qualcuno che ci desse una mano. Abbiamo cercato sia in Italia, che a Londra e negli USA.

TARA: Se non hai mai sentito parlare di venture capital e devi cercarne, non sai veramente da dove partire. Così ci mettemmo a studiare, inserirci nel network e stendere il business plan. Il fundraising di per se è dispendioso di tempo e denaro. Così, prima di arrivare al nostro round ufficiale con gli angels, abbiamo prima fatto una piccola raccolta fondi fra amici e colleghi. Questo è il famigerato “Friends and family round”. A maggio 2008 abbiamo finalmente chiuso il “seed round” con Zernike Meta Ventures e vari membri di Italian Angels for Growth.

 

Ci raccontate delle vostre esperienze o contatti con Business Angels e Venture Capital?

TARA: Ci vogliono contatti. Fortunatamente, se i contatti non li hai, li puoi creare. E’ il famoso networking – vai ad eventi, ti iscrivi ad un gruppo online, e poi (questo sembra per gli italiani un passo spaventoso) devi parlare della tua idea a tutti quelli che incontri. I network si creano solo con la condivisione, non con il protezionismo.

L’investitore non è contro di te, non è un ostacolo che devi superare. Non c’è da lamentarsi che non ti capiscono. Se sarai aperto con loro, ti daranno un feedback preziosissimo. E’ nel loro interesse farlo. Fa parte del buon kharma che uno si deve creare all’interno di un network.

 

La vostra idea ha i numeri giusti per puntare ai mercati internazionali? Lo state già facendo? E con quali risultati?

TARA: Si è iscritto qualche giorno fa il sessantamillesimo utente. Ma su Internet è una goccia. Dimostra tuttavia che un mercato esiste e che con opportune mosse di marketing puoi certamente scalare e raggiungere i numeri che i grandi venture vogliono sentire.

Per essere internazionale, Passpack lo è di natura: è online ed è in inglese. Circa la metà dei nostri utenti sono del Nord America, e l’altra metà sparsa per il mondo. Adesso che abbiamo gettato le basi e la tecnologia è quasi completa, possiamo concentrarci sull’espansione.

 

Cosa è stato cambiato in fase di realizzazione, se è successo, rispetto al vostro business plan originale?

TARA: Il nostro Business Plan voleva come target il mondo consumer/prosumer/micro azienda. Ma ora, con un’anno di dati alla mano, è chiaro che bisogna spostare le lancette verso aziende, anche un poco più grandi, riducendo l’attenzione al mondo consumer. I consumer spendono poco e non vogliono gestire le password, vogliono ignorarle – esigenza ben diversa.

FRANCESCO: E’ una battuta nota nella Valley che il business plan il giorno dopo l’investimento si butta dalla finestra. Poi in base alla risposta del mercato, se ne fa un altro. E’ una linea guida, non un contratto a vita. Essere troppo rigidi è dannoso per l’azienda.

Faccio un’esempio. Nel nostro caso, abbiamo previsto una certa crescita, con relativo aumento di personale. Beh, la crescita era minore dell’atteso (proprio per il posizionamento sul mercato troppo consumer che diceva Tara). Ma invece di rallentare anche la crescita delle sedi e dello staff, ci siamo lasciati sopraffare da una forte spinta al rispetto del piano. E’ stato un errore, e abbiamo bruciato risorse inutilmente. Però, dagli errori si impara.

Voi fate concretamente rete con altre startup? Quali difficoltà ci sono a fare questo? Cosa si potrebbe migliorare?

FRANCESCO: La blogosfera italiana parla continuamente di social networks e cose del genere, ma poi nei fatti viviamo in un ambiente chiuso, dove collaborare è veramente difficile. E’ molto più facile stringere accordi e alleanze con aziende e servizi stranieri.

L’anno scorso siamo stati selezionati per il WebWare 100. Su 300 startup finaliste, ce n’erano solo 21 europee e fra queste Passpack era l’unica italiana. La giuria, per capirci, ci ha messo insieme a Amazon S3 o Yahoo Briefcase. Ne eravamo felicissimi. Ma i vincitori li decide il voto online. E lì ci servivano i numeri. I giapponesi, così come i francesi e gli indiani hanno fatto blocco intorno alla loro startup finalista. In Italia ci hanno ignorato quasi tutti. Senza capire che se noi avessimo vinto, l’Italia avrebbe guadagnato credibilità e anche altri avrebbero raccolto qualcosa. Non parlo di giornali, che quelli si sa che stanno sempre a lamentare il fatto che in Italia non si crea ma poi quando crei qualcosa non gliene frega nulla, parlo di blog, di altre startup, di gente che dice di voler creare ecosistemi nuovi.

TARA: E’ vero, la blogosfera Italiana tende ad ignorarci. Non proprio del tutto, ma non abbiamo certo una forte presenza. Il fatto è che le password non sono sexy, tutto qui. Tuttavia, cerco di contribuire al discorso “facciamo startup in Italia”. Scrivo di tanto in tanto degli articoli, e volentieri do una mano a neo imprenditori che mi chiedono consiglio.

Credo comunque che il rapporto più stretto con un’altra startup che abbiamo sia quello con Fhoster. Condividiamo un’ufficio a Roma. Quel rapporto ci tiene su il morale, scambiamo informazioni sui VC, gli Angel, i mercati… impariamo l’uno dall’altro. Si capisce come un raggruppamento di migliaia di startup come in Silicon Valley abbia una potenza di crescita pazzesca – la vicinanza fisica non è da sottovalutare.

In quali luoghi (fiere, eventi, barcamp o altro) siete riusciti a comunicare e a stringere maggiori sinergie per la vostra idea?

TARA: Al primo bar camp a cui ho participato ho incontrato delle donne che sono poi diventate le famose “Girl Geek”. Tutt’oggi quei contatti mi aprono delle porte, e cerco di aprirne per loro a mia volta. Dall’incontro con Bruce Perens sono nate delle relazioni molto apprezzate. Nei vari Barcamp, ho incontrato persone che sono poi diventate nostri fornitori. Contatti provenienti da un evento alla Luiss tempo addietro hanno dato luogo al nostro primo investimento. E più recentemente abbiamo participato come finalisti a Mind the Bridge da cui sono nate nuove sinergie con le altre startup finaliste. Tutto dipende, secondo me, da quanto uno è predisposto a “fare network”. Devi dare per ricevere.

Quale realtà di successo avreste voluto ideare voi?

FRANCESCO: Nel 1994 ero direttore editoriale dell’allora Diemme Editori, adesso Master Editrice. Trovavo inutilizzabili i vari Lycos, Altavista, Hotbot… Parlandone con l’editore gli dissi che secondo me ci voleva un motore che tenesse conto del valore dei risultati. Lui mi guardo e mi chiese: “già, e come si fa?” Io gli risposi: “be’, se ti linkano in altri posti vuol dire che qualcosa vali: perché non facciamo un bel motore che da un voto ad ogni sito?” Lui si fece una risata ironica e chiudemmo la conversazione. Non dico che saremmo riusciti a fare Google, ma l’idea di fondo era la stessa di Page e Brin. Magari se mi fossi trovato da un’altra parte, chissà.

TARA: Ah, questo mi è nuovo [ride]. Francesco è l’idea man. Io mi diverto a portare quelle sue idee al mondo. Per ora è Passpack, ma potrebbe essere mille cose che si inventa ogni giorno.

Avete dei suggerimenti per i nostri lettori riguardo a settori fertili da voi intravisti? Settori dove oggi si possono costruire buone realtà imprenditoriali?

FRANCESCO: Be’, dappertutto c’è di che fare. Prendi Twitter e guarda quanta roba c’è intorno. E quanta continua a venirne fuori. Basta usare i servizi attivamente e quando pensi che ti ci vorrebbe una cosa che faccia questa certa cosa qui, hai trovato il bisogno da soddisfare. E puoi partire.

Se invece non vuoi inventare molto, allora puoi sempre “importare”. Hai presente Splinder? Ha preso l’idea di Blogger e l’ha tradotta in italiano. Io credo che questo funzioni sempre. Se stai con le orecchie aperte e appena vedi qualcosa di nuovo ne fai una versione in italiano, prima che l’originale arrivi ad essere tradotto, ti sei ritagliato la tua nicchia di mercato. Questo perché gli italiani soffrono l’inglese.

Da parte mia, se dovessi ripartire adesso con un nuovo progetto, punterei a creare il successore del successore di Second Life.

TARA: Secondo me crowdsourcing più social networking fanno l’artificial intelligence in fase embrionale. La formazione dei trend (i meme) nei social media somiglia notevolmente alla formazione del pensiero umano dove ciascun neurone/persona è un nodo autonomo, riceve un input, e a sua volta spara un impulso in n direzioni. Il tutto accade secono criteri noti solo al singolo neurone/persona, criteri che possono sembrare casuali, ma che hanno un senso preciso e formano dei pattern replicabili – in un caso tale pattern sono chiamati trend, nell’altro caso: pensieri. Possiamo sfruttare queste reti per una specie di calcolo neuronale vivente? Sarebbe bello lavorarci.

www.passpack.com


Dall’idea all’impresa il passo è breve

Dall’idea all’impresa il passo è breve: il Concorso Intraprendere premia le migliori idee innovative

Modena è da sempre terra di imprenditori capaci di innovare e raggiungere punte di eccellenza, le buone idee non mancano così come l’attenzione e il sostegno da parte degli enti pubblici, le fondazioni, le associazioni imprenditoriali e gli istituti di credito. Prova ne è la V edizione del Concorso Intraprendere a Modena aperto alle neo imprese con sede operativa in provincia di Modena, costituite dopo gennaio 2007, e agli aspiranti imprenditori che abbiano nel cassetto una buona idea. I progetti devono puntare sull’innovazione di prodotti, servizi, tecnologie, soluzioni organizzative di mercato, di qualsiasi settore dell’economia.

La partecipazione al concorso è gratuita ed è necessario iscriversi entro il 10 giugno 2009 sul sito www.intraprendere.modena.it  dove si possono trovare il regolamento completo e i materiali necessari alla presentazione della domanda, inoltre per tutte le informazioni si può contattare ProMo allo 059 848811.

Il montepremi, quest’anno di oltre 75 mila euro, viene suddiviso in quattro premi per le neo imprese, tre per gli aspiranti imprenditori, più una serie di premi speciali: uno per l’ imprenditoria femminile, tre premi della giuria, uno offerto dalla Lapam per le imprese del settore ICT, uno della CNA per il settore manifatturiero, uno di Confesercenti (rivolto a commercio, turismo e servizi) e uno di Ascom Confcommercio per i pubblici esercizi e il turismo. La novità dell’edizione 2009/2010 è il premio Imprendocoop-Confcooperative con 2 riconoscimenti per le neo cooperative e uno per gli aspiranti cooperatori i cui progetti d’impresa si distingueranno per la capacità d’innovare.

“È importante sottolineare come l’intero sistema degli attori locali e delle istituzioni stia collaborando per rigenerare il sistema dell’imprenditoria locale – afferma Palma Costi, assessore provinciale agli Interventi economici – perché anche in questa fase di difficoltà economica nascano imprese innovative e di qualità in grado di affrontare le nuove sfide del mercato”.

Il progetto è infatti realizzato da Provincia di Modena con ProMo, Modena Formazione e Democenter-Sipe, in collaborazione con Università di Modena e Reggio Emilia, Comuni della provincia, Regione Emilia-Romagna e associazioni imprenditoriali, inoltre può contare sul supporto economico garantito dal contributo della Camera di Commercio e delle quattro Fondazioni bancarie modenesi: Fondazione Cassa di risparmio di Modena, di Mirandola e di Carpi, oltre alla Fondazione di Vignola. Hanno contribuito ai premi diversi istituti di credito del territorio: Unicredit Banca, Emil Banca, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca popolare di San Felice e Banca Modenese oltre a Confcooperative Modena, Confesercenti, CNA, Lapam, Ascom Confcommercio e Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile di Modena.

“L’obiettivo del Concorso – sottolinea Adriana Zini, direttrice di ProMo – è anche quello di sviluppare la cultura d’impresa promuovendo incontri presso gli istituti superiori. Inoltre i partecipanti al progetto saranno aiutati nella stesura del business plan e verrà offerto un percorso formativo oltre che il tutoraggio individuale”. Il progetto infatti prevede il sostegno agli imprenditori sia attraverso dei seminari formativi curati da Modena Formazione che il supporto da parte di esperti nei diversi settori per la stesura del business plan, aspetto fondamentale di ogni buona impresa. Le associazioni imprenditoriali hanno poi garantito ai partecipanti l’assistenza tecnica, la consulenza e la quota associativa.