September 21, 2017

Al via la web&new-media start-up competition 2009

Dopo il successo riscosso l’anno scorso anche quest’anno il 22 maggio si terrà a Roma, presso l’università Luiss il TechGarage, quest’anno in chiave competition. L’iscrizione alle start-up sarà aperta fino alla fine di aprile.
Obiettivi dell’evento:

• Valorizzare le società che lavorano nel mercato dei nuovi media e di internet.
• Creare una community di persone, progetti e start-up web 2.0 italiane ed europee
con l’intento di evangelizzare e creare un mercato solido e attrattivo.
• Promuovere l’imprenditorialità nel settore dell’innovazione, dello sviluppo e delle
nuove tecnologie
• Connettere il mondo dell’impresa e delle start-up 2.0 con investitori, business angel,
venture capital, programmatori, sviluppatori, blogger, ma anche ricercatori,
accademici, esperti e giornalisti professionisti al fine di favorire lo scambio di
competenze e strumenti atti a stimolare il networking e collaborazione.

http://www.techgarage.eu

 

Qui un video relativo alla scorsa edizione, in cui Emanuele Tha, racconta l’iniziativa.


Abbiamo incontrato Roberto Chibbaro ideatore di Unimagazine e ora a capo di una azienda che sta sviluppando in rete diversi e interessanti progetti di comunicazione

Roberto, ci riassumi in poche righe il percorso formativo che ti ha portato a realizzare la tua azienda, UMG Media Group?


Ciao, beh ho un percorso molto complesso. Da una laurea in legge, e conseguente ingresso nel mondo dell’avvocatura ho capito che dovevo subito passare ad un altro settore. Ho da sempre la passione per i nuovi media e la rete, e cosi ho sempre curato il mio sito, oggi cresciuto fino a diventare quello che è, telelavorato per Google nel mezzo, realizzato un documentario su New York nel mentre…come vedi molte esperienze tutte diverse tra loro. Alla fine Unimagazine era un canto delle sirene costante..ed irresistibile, ed eccomi qui.

 

Cosa fai oggi in UMG Media Group?        

Ufficialmente sono l’amministratore delegato, ma come insegno ad ogni nuovo membro del mio team, si deve fare tutto ciò che serve…in generale mi occupo di supervisionare tutto lo staff, e di dare una direzione nelle scelte di evoluzione del sito, e dell’azienda. In un’impresa internet si è sempre ad un bivio, basta sbagliare svolta due volte per essere fuori dal mercato..


Ti tieni abbastanza lontano dai barcamp e in generale dal giro
classico dei guru-blog. E’ una mia impressione? Che tipo di approccio hai per far conoscere il tuo progetto alla blogosfera e alla rete in generale?        

 No, in realtà sono stato per anni un appassionato frequentatore dei barcamp, nei quali ho conosciuto amici che mi hanno davvero insegnato molto sulla rete. Il fenomeno dei guru blogger è in realtà secondo me un falso mito, anzi, molti di loro sono splendide persone pronte a dare una mano senza nulla chiedere in cambio…e sai quanto ciò sia raro oggi. Quindi oltre a girare le mie iniziative a loro, mi affido ai comunicato che redigiamo, e all’impatto che hanno sul pubblico: parto dall’idea che se non reinventiamo la ruota, ma creiamo qualcosa di davvero valido non avrò bisogno di “segnalazioni”, la rete si accorgerà di me lo stesso.

 
Te la senti di dirci qualche impressione sui tuoi competitor? Ce li
vuoi elencare dandoci una tua valutazione?   

Certo. Credo che in Italia, ma corregetemi se sbaglio, ormai sia rimasto un solo competitor da superare, cioè il gruppo di Studenti.it. Devo dirti che li trovo davvero bravi e competenti, e in questi anni hanno realizzato un buon prodotto consolidandosi bene sul mercato. Credo però che abbiano rallentato il ritmo negli ultimi tempi, dedicando forse meno energie all’innovazione, e piu al lato aziendale/commerciale. Questo, unitamente ai nostri nuovi prodotti come Votailprof, ci ha permesso di erodere nel tempo quote prima di loro esclusiva pertinenza. Nel breve futuro ovviamente spero in un sorpasso, ma il mercato ritengo sia abbastanza grande per accoglierci tutti. Ecco, se dovessi proprio fare una previsione credo che ci sarà un duopolio molto solido già da quest’anno.
 
Tu ti trovi in qualche modo a rincorrere questa realtà già consolidata nel mercato. Quali pensi possano essere i tuoi punti di forza per diventare il primo player in Italia e poi (ti auguriamo) in Europa?

Sostanzialmente la nostra forza si basa su pochi concetti: innovazione come puoi vedere dall’invenzione di Votailprof (siamo stati i primi in Italia, seguiti poi da altri), qualità e quantità dei contenuti come cerchiamo di dimostrare con i nostri articoli e blog, e apertura agli studenti con i forum che curiamo per tutta Italia. Credo, che unito al modello aziendale molto snello, e alla catena di comando cortissima, ci sia tutto lo spazio per una concquista del mercato italiano. Per adesso partiamo da li, poi si vedrà…


 Il cuore dell’azienda rimarrà sempre a Catania? State pensando magari ad avere una sede a Roma o Milano?      

Anche se il cuore del business è Milano e il cuore dell’informazione Roma, Catania è e rimarrà la sede principale. Credo che sia fondamentale dare un segnale chiaro, preciso e concordante a chiunque voglia intraprendere un viaggio analogo al nostro…
 
Punti di forza e di debolezza sulla costruzione di una realtà come la vostra in Sicilia.


Nulla in particolare, in fondo il nostro business è su internet, e la rete annulla le distanze. Certo, a volte, essere a Roma o Milano aiuta, i mercati sono lì.

Le tue considerazioni sulla pubblicità on line. Le tue esperienze
dirette di vendita e rapporti con le concessionarie.    

La nuova frontiera è certo questa. Non lo dico io, lo dicono univocamente tutti i principali editori al mondo, ovviamente con mille distinguo e variazioni sul tema. Personalmente credo che la situazione italiana sia particolare e senza una solida esperienza, anche nel proporre innovazione e nuove forme di adv non si possa puntare in alto. Fortunatamente in giro, oltre a diverse pessime realtà, ne trovo di validissime che guardano al settore con occhi di innovazione, crescita, sviluppo, senza farsi frenare dalle “peculiarità”, o distorsioni se preferite, del nostro mercato.
 

Venture Capital e Business Angels, ne sei entrato in contatto in
questi anni? Cosa ne pensi?          

Si, ne ho conosciuti molti, ma per quanto abbia incontrato persone dalle straordinarie competenze e capacità, nessuno mi aveva mai convinto in maniera integrale. Fino al mio incontro con il progetto di Moltomedia/RTI
 
Il tuo incontro con Mediaset. Com’ è avvenuto e quali benefici porterà.


 Ho per caso letto un comunicato che ci hanno inviato per chiederci di pubblicarlo. Ho visto subito le potenzialità, il progetto, i giusti intenti dall’altro lato. Poi, dopo la reciproca conoscenza credo sia stato un colpo di fulmine. Attualmente abbiamo un accordo per una partnership strategica e commerciale, che porterà credo benefici reciproci, d’altronde se fai incontrare innovazione, competenza, idee, passione il mix non può che essere positivo.
 

Principali step di UMG nei prossimi tre anni         

Credo che il consolidamento sul mercato italiano sia assolutamente la base di partenza. Contemporaneamente rilasciare un nuovo prodotto che possa farci guardare ad altri mercati. Non ho preferenze specifiche, ma confesso che inizio a guardare al mercato americano…

 

Dei consigli a chi sta pensando di lanciare una idea imprenditoriale in rete.
Credeteci, siate pronti a sudare sangue, sudore e lacrime. Pazientate, e poi di nuovo credeteci. E ancora. E di nuovo. Nulla arriva senza sacrificio, pazienza, forza.


Intraprendere Network intervista Davide Marrone, ideatore di Skebby

Ciao Davide, ci racconti in poche righe in cosa consiste Skebby e perchè un utente consumer o business dovrebbe utilizzarlo?

Skebby è il primo e più utilizzato programma per cellulare in Italia che permette di inviare sms gratis dal telefonino via Internet. Per capire cos’è, basta pensare a “Skype per gli SMS”.

Il prezzo degli SMS, si sa, è astronomico e ingiustificato, sorretto esclusivamente da un cartello tra gli operatori per estrarre extra profitti alle spalle dei consumatori. Spedire SMS in Italia costa all’utente mediamente 10-15 centesimi (fino a 50 centesimi per gli sms estero/in roaming), ed è fino a 225 volte più costoso di quanto l’utente non pagherebbe per inviare la stessa quantità di dati dalla terra sullo spazio!! E pensare che il costo effettivo per gli operatori è inferiore ad 1 millesimo di centesimo per sms, e questo solo se l’SMS è indirizzato su un numero di un altro operatore, altrimenti costa ancora meno.

Per questo ho ideato Skebby: per consentire agli utenti di inviare SMS gratis via Internet verso chiunque, sfruttando gli sms gratis disponibili sui siti degli operatori e, da oggi, sfruttando Skebby su Skebby con gli amici. Oppure, acquistando una ricarica Skebby Easy, si possono inviare SMS spendendo pochissimo verso tutti e senza limiti, sia in Italia che all’estero.

Insomma un solo programma sul cellulare e tanti modi per risparmiare sulla bolletta.

 

Ci racconti in breve la nascita dell’idea, come è scattata la molla?

L’idea è nata per caso nelle aule dell’università statale di Milano, dove si rifletteva tra studenti squattrinati su quanto costasse messaggiarsi tra amici. E così, piano piano, è partito il progetto, dapprima quasi un puro passatempo con il servizio Raxle che si è poi tradotto in un vero e proprio progetto imprenditoriale con Skebby.

 

Quali sono stati i tempi di realizzazione dell’impresa vera e propria?

E’ un’idea a cui sto lavorando da 3 anni: all’inizio, spinto dalle mie conoscenze di informatica, avevo deciso di dedicarmi a questa scommessa nelle ore libere dallo studio universitario ma poi, pian piano, è diventata sempre più un’attività a tempo pieno, alla quale oggi dedico tutto il mio impegno e la mia passione (e forse qualcosa di più).

Tutto è partito molto lentamente, fino a quando ho deciso di provare a “competere” davvero sul mercato. Così, sostenuto dal Politecnico di Milano e dalla Camera di Commercio di Como, ho fondato la mia Srl, che si chiama Mobile Solution un ringraziamento speciale devo farlo anche ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuto nell’iniziativa.

Grazie a questo passo ho potuto conoscere Stefano Quintarelli, fondatore di I.NET, e Luigi Orsi Carbone, fondatore di ePlanet (oggi Retelit), due pionieri di Internet e delle telecom liberalizzate in Italia, che hanno creduto in me, investito nel progetto ma soprattutto mi stanno aiutando a svilupparlo e farlo crescere rapidamente. Così, oltre ai nuovi capitali che hanno consentito lo sviluppo di nuovi servizi (che stiamo lanciando proprio in questi giorni) e l’allargamento della community, Skebby può beneficiare dell’esperienza manageriale e di indirizzo di due imprenditori capaci e affidabili.

 

Qual’è il concetto che rende vincente la tua applicazione?

Skebby è basata su una soluzione tecnologica di tipo client-server che consente, sfruttando la connessione a Internet del telefonino (ormai diffusa e usata per lo più per lo scambio di email e la navigazione), di offrire SMS gratis via Internet. L’applicazione permette di inviare SMS passando su un server intermedio (quello di Skebby) senza mai transitare sulle reti GSM.

In particolare Skebby funziona in due modalità principali:

La prima prevede che chi invia e chi riceve abbia il client Skebby installato sul cellulare. In questo caso l’SMS viaggia su Internet al solo costo di connessione fino al server Skebby, e da qui a destinazione senza mai transitare sulla rete gsm dell’operatore. (freeSMS skebby in).

La seconda modalità è quella in cui chi invia l’sms ha il client Skebby installato sul cellulare, mentre chi riceve l’sms non ce l’ha.

In questo caso, l’SMS viaggia su Internet al solo costo di connessione fino al server di Skebby, per poi essere da questa indirizzato:

-verso i server dei siti siti degli operatori, e da qui a destinazione via rete gsm (freeSMS siti).

-verso i gateway degli operatori italiani o esteri dinamicamente più convenienti, e da qui a destinazione via rete gsm (easySMS basic e premium)

Infine, con skebby, si possono inviare sms direttamente via SIM del cellulare (freeSMS sim) senza quindi connettersi ad Internet e accedere al server Skebby questo è fatto per sfruttare le funzionalità dell’applicazione e mandare gli sms che a volte sono disponibili dalla SIM.

Photobucket

Ma come si fa a usare Skebby?

Basta scaricare gratuitamente il software dal sito www.skebby.it oppure, da un amico che l’ha già installato, farsi passare via sms/bluetooth il link per scaricarlo. Si può configurare in pochi istanti (c’è la configurazione automatica, che ti guida passo-passo), e il gioco è fatto.

Skebby funziona su tutte le reti su quasi tutti i telefonini, senza dover cambiare operatore mobile, numero di cellulare o la propria SIM. E senza dover fare un nessun nuovo contratto.
Sul web è anche presente un forum molto frequentato, dove è possibile chiedere l’aiuto e l’assistenza degli utenti più esperti: è un sistema veloce e efficiente, e puoi fare anche amicizia.

 

Non hai paura che la tua creatura tecnologica venga soffocata dalle molte applicazioni che nascono ogni giorno in rete?

E’ una possibilità. Ma la competizione da noi di Skebby viene vista come uno stimolo a fare sempre meglio e cercare di stare sempre un passo avanti agli altri. Infatti dobbiamo ancora lanciare un sacco di novità sulle quali abbiamo lavorato giorno e notte, ma non stiamo con le mani in mano: già stiamo cercando di immaginare cosa sarà Skebby tra 2/3 anni. Chi si ferma, si sa, è perduto!

 

Che rapporto hai con la blogosfera? Partecipi ai Barcamp? Li trovi
interessanti o ti sembrano ambienti un po’ chiusi ed autoreferenziali?

Mi piacerebbe avere rapporti più stretti e frequenti, ma al momento ho davvero poco tempo da dedicare. Ho seguito da vicino le iniziative di 1 Generation Network e Mind the Bridge, perché li ritengo network professionali ed aperti al cambiamento che presto (e finalmente!) arriveranno anche in Italia.

Ma vorrei recuperare un po’ del rapporto con il mondo del blog: Skebby nasce dal basso, è una iniziativa seria e pulita, ma stranamente i blogger inizialmente ci hanno sparato sopra. Forse non ho dedicato sufficiente tempo per spiegare che cos’è Skebby e da dove viene, ma soprattutto dove vuole arrivare!

 

In quali canali, media e business, stai cercando di entrare? Quali sono le difficoltà?

Voglio portare Skebby fuori dal web, sulla strada, nelle scuole. Solo in Italia ci sono milioni di ragazzi che hanno un telefonino con cui ormai fanno tutto, ma che non frequentano molto il web (magari a casa non hanno ancora la banda larga). Ecco, la scommessa è far sì che anche un ragazzo che non è mai andato su Internet possa usare Skebby. E’ una grande sfida, che potremo vincere solo con l’aiuto dei nostri giovani utenti e con chi gravita vicino ai media. Purtroppo non ci possiamo permettere di fare pubblicità quindi, anche qui, dobbiamo far ricorso alla fantasia….e qualche idea innovativa l’abbiamo già.

 

Se tu dovessi ricreare una startup in quale settore saresti attratto? O hai già una idea che ti cova in testa?

Internet e la sicurezza informatica sono i campi dove ho le mie maggiori competenze…. ma sto riflettendo anche su come applicare questo know how all’energia: le nuove reti saranno sempre più distribuite, sw/client controlled, bottom up. Credo che nei prossimi 5-15 anni assisteremo nell’energia a qualcosa di molto simile a quello che avvenuto nelle telecomunicazioni con l’avvento di Internet, e mi piacerebbe prenderne parte. E’ una grande sfida! In gioco c’è un grande cambiamento e la possibilità di contribuire a rivoluzionare in meglio il pianeta e le condizioni di vita di centinaia di milioni di uomini. Ma, piedi per terra, il presente ha solo un nome: Skebby.

 

Quali iniziative imprenditoriali, startup o idee in rete segui con
ammirazione?

Lavorando all’interno di un incubatore ho avuto modo di conoscere diverse start-up, quelle che seguo con interesse sono: Khamsa, una società presente all’interno del nostro stesso edificio, che si occupa di sicurezza nelle comunicazioni, Passpack un’altra società che si occupa di sicurezza, in particolare della gestione delle password e seguo anche Togunà Interactive, società che si occupa principalmente di guide su palmare per visitatori di musei ed eventi d’arte

 

Tre consigli secchi che ti senti di dare a chi ha una idea da realizzare in rete.

Sogna e pensa in grande, ma sii pronto al duro lavoro ed a guardare fino all’ultimo dettaglio: l’idea è il 5% di un progetto, il restante 95% è l’esecuzione.

Non c’è niente di più bello ed entusiasmante che vedere una tua idea trasformarsi in realtà.

www.skebby.it


La creatività, propulsore per uscire dalla recessione

Creativitaly, il collettore della creative class, ha contattato e intervistato, in occasione dell’Anno Europeo della Creatività e Innovazione, una serie di personaggi nell’ambito della comunicazione e dell’azienda.

Fabrizio Bellavista, uno dei promotori del comitato Creativitaly, sostiene che ”la consapevolezza, nei periodi di recessione, di dover sfruttare al massimo grado le potenzialità materiali e psichiche a disposizione rappresenta certamente un valore aggiunto. In queste circostanze, però, più di ogni altra cosa serve mettersi in ascolto: dal mondo circostante e dagli utenti stessi ci giungono i feed back per una creatività coerente e utile”. Continua Federico Cambria, regista pubblicitario e teatrale: “La creatività è una dote che permette di trasformare un frigorifero di casa in un oggetto intimo. In un periodo di recessione c’è senz’altro bisogno di una creatività che sfrutti i pochi mezzi a disposizione e che venga considerata non soltanto leva di marketing”. Massimo Giordani, CEO Time&Mind, così interviene sull’argomento: “La creatività è la capacità di vedere oltre l’ovvio, di rubare al vento la sua forza per andare sulla propria rotta o di trovare on-line gli strumenti per diventare Presidente degli Stati Uniti… Oggi serve una creatività coraggiosa, capace di farci uscire dal clima di depressione e di paura del futuro in cui siamo finiti”. Lorenzo Marini, AD e direttore creativo di Lorenzo Marini & Associati, interviene con una sua personale visione: In questo periodo di recessione la creatività diventerà sempre più bella, sempre più importante, sempre più centrale, poiché quando diminuiscono i budget, cioè gli investimenti e dunque la frequenza, deve aumentare l’impatto. E l’impatto si ha con l’originalità, con la creatività, che è una sorta di compromesso, di equilibrio tra mercanzia e poesia”. Anche Massimo Soriani Bellavista, AD Creattività srl, approfondisce gli aspetti del processo creativo e sintetizza così il tema dell’inchiesta: “Creatività+innovazione = CreATTIVITA’. I tre momenti portanti del processo della CreATTIVITA’ sono: 1) Invenzione (ideazione); 2) Innnovazione (implementazione delle idee; 3) Imprenditoriarità (averne benefici)”. Anna Scardovelli, copy & content manager Mediolanum Comunicazione: “La creatività è un click che fa vedere le cose in modo nuovo e, in riferimento ai periodi di recessione, ricordiamoci che le idee non costano nulla, possono arrivare da chiunque e a volte cambiano il mondo!”. Prosegue Antonio Di Blasi, responsabile della Pépinière (incubatore d’imprese) di Aosta: “Il concetto di creatività che vedo sempre coniugato con quello di innovazione racchiude in sè molti aspetti determinanti di cui secondo me i più importanti sono: 1) Semplicità, capacità cioè di essere diretti, essenziali, comprensibili; 2) Concretezza, cioè proposte concrete, che convincano, che funzionino; 3) Una forte dose di originalità, quasi trasgressiva: bisogna essere capaci di uscire fuori dagli schemi”. Conclude Monica Viani, content & relation specialist: “Per affrontare e superare la crisi esiste un’unica arma, la creatività. Si tratta di ricostruire l’immagine di se stessi, dell’ambiente in cui viviamo, dei rapporti relazionali. In parole semplici si tratta di “rifare il mondo”.

Creativitaly è un collettore di realtà istituzionali e private avente lo scopo di implementare il concetto di creatività e innovazione veicolato dalla grande opportunità dell’Anno Europeo della Creatività e Innovazione 2009.

http://creativitaly.wordpress.com


Salva con nome. Imprese creative

La creatività non riguarda solo la specificità artistica, si estende verso il sociale e le nuove forme d’impresa. E’ su questo campo che è sorto il Progetto Kublai, per creare una piattaforma di social networking tesa a selezionare, sostenere e premiare dei progetti creativi interessati a lavorare sullo sviluppo del territorio. Ne parliamo con Marco Magrassi del Ministero Sviluppo Economico, ambito in cui è stato promosso Kublai. Vengono presentati i cinque progetti finalisti e su “Critical City”, il vincitore, una mappa interattiva tesa a sollecitare azioni urbane ludico-partecipative, si focalizza l’attenzione.


La sfida del solare italiano, attirare il “venture capital”

Dalla progettazione al finanziamento, dall’esecuzione fin a, soprattutto, l’assistenza postvendita. E in ognuno di questi passaggi far ricorso alle più avanzate tecnologie esistenti attraverso un contatto diretto con i centri di ricerca più avanzati. E’ il tentativo dell’Mx Group, società nella progettazione e realizzazione di sistemi integrati per la produzione di energia da fonte solare, nonché da altre fonti rinnovabili a partire da quella eolica. «Il nostro obietivo è diventare ‘Epc’, ovvero Engeenering Procurement, Contractor. E’ la formula che indica la completezza della nostra attività, ed è nel mercato anglosassone la via per accedere all’interessamento dei tanti fondi di venture capital attivi in questo settore», spiega Alessandro Sotgiu, direttore generale di Mx Group. «Sarebbe un salto di qualità forse decisivo: nel mondo anglosassone e nell’Europa del nord è diventato prassi l’acquisto di un singolo impianto da parte di uno di questi fondi, il quale ha garantito un rendimento annuo dell’812% e finanzia nel contempo la realizzazione della centrale. E’ una formulachiave se si vuole dare un vero impulso all’energia solare, ma che in Italia per una serie di motivi, dalle difficoltà di ottenere le necessarie fidejussioni bancarie alle incertezze sui siti, non si è ancora riusciti ad attuare. Ma contiamo di essere noi ad aprire questa via».

Continua a leggere l’articolo di ILARIA FUSCO su Affari e Finanza di Repubblica